Riflessioni sui cambiamenti che interessano printing, ICT, document management e organizzazioni. L’obiettivo non è inseguire ogni novità, ma capire quali generano valore.
Ci sono persone che lasciano un segno attraverso gesti semplici: ascoltare, aspettare, accompagnare. Oggi, nella Festa dei Nonni, voglio dedicare un pensiero a questa forma di amore e a ciò che continua a insegnarci.
Il 2 ottobre è una giornata che invita a fermarsi. In mezzo agli appuntamenti, alle responsabilità e alla fretta, la Festa dei Nonni ci riporta al valore delle persone che sanno dedicarci attenzione.
Penso alla pazienza di chi ascolta una domanda già sentita tante volte. Al piacere di raccontare una storia. A una mano che accompagna, a un posto tenuto a tavola, alla capacità di far sentire un bambino accolto. Gesti piccoli, capaci di diventare punti di riferimento per una vita intera.
Da padre, sento quanto sia importante che un bambino possa crescere dentro relazioni affettuose, stabili e rispettose. Il legame con i nonni, quando può essere vissuto, offre un tempo particolare: quello dell’ascolto, della curiosità e delle storie che aiutano a capire da dove veniamo.
Crescendo, impariamo a riconoscere meglio il valore dell’esempio. La parola mantenuta, la dignità nel lavoro, il rispetto per gli altri, la forza di ricominciare dopo una difficoltà: sono insegnamenti che possono passare da una generazione all’altra attraverso il modo di vivere.
Oggi desidero rivolgere un pensiero anche a chi sente una mancanza. Ai nonni che non ci sono più, a chi è lontano, a chi vorrebbe un abbraccio e deve affidarsi a una telefonata o a un ricordo. In questa festa c’è spazio per la gioia e per la nostalgia, entrambe espressioni di un legame importante.
Quando è possibile, il regalo più bello può essere semplice: trovare il tempo per una visita, chiedere di raccontarci qualcosa, ascoltare senza guardare l’orologio. E dire grazie, senza rimandare.
A tutte le nonne e a tutti i nonni, il mio augurio e la mia gratitudine. Per la presenza, per l’esempio e per l’amore che attraversa le generazioni.
AVANTI TUTTA, con gratitudine per chi ci ha accompagnato fin qui.
Sono all’Open House SCREEN in qualità di Senior Advisor di VICTAnova, insieme al dott. Giuseppe Fabozzi, titolare di AGE Srl. Due giornate dedicate all’evoluzione della stampa digitale e a una domanda centrale per chi guida un’impresa: come trasformare la tecnologia in valore?
Nel mio percorso professionale ho visto cambiare macchine, mercati e modalità di produzione. Una convinzione mi accompagna ancora oggi: per aiutare un’impresa a scegliere, bisogna conoscere da vicino le opportunità, ascoltare chi produce e comprendere le esigenze di chi investe.
È con questo spirito che partecipo all’Open House “Digitally Printed” di SCREEN, organizzato in collaborazione con Leaderform il 1° e 2 ottobre. Sono presente come Senior Advisor di VICTAnova, al fianco del dott. Giuseppe Fabozzi, titolare di AGE Srl, partner con cui condividere questo momento di approfondimento.
Condividere questo appuntamento con Giuseppe Fabozzi significa mettere al centro il punto di vista dell’imprenditore: le responsabilità di chi organizza il lavoro, segue i clienti e deve dare continuità allo sviluppo dell’azienda. Per me, accompagnare AGE in questo contesto vuol dire contribuire a leggere le possibilità offerte dal mercato, mettendole in relazione con obiettivi, risorse e priorità da valutare insieme.
Dalla tecnologia alla scelta imprenditoriale
Inkjet ad alta velocità, automazione, finitura integrata e intelligenza artificiale sono tra i temi del confronto. Il loro interesse, per un imprenditore, si misura anche nelle domande che aprono: quali applicazioni sviluppare? Come organizzare meglio la produzione? Quali competenze valorizzare? Quali investimenti possono sostenere nuove opportunità commerciali?
Il mio punto di partenza è sempre il lavoro che l’impresa vuole conquistare e svolgere. Mi chiedo quali clienti intenda servire, quali applicazioni possano distinguere la sua proposta e quale continuità di commesse possa sostenere un investimento. Solo mettendo a fuoco questi elementi diventa possibile valutare la coerenza di una soluzione con il percorso aziendale.
Anche la valutazione economica deve abbracciare l’intero progetto: costi operativi, organizzazione dei turni, formazione, assistenza, tempi di avviamento e capacità commerciale di valorizzare le nuove applicazioni. Sono aspetti che considero parte della stessa decisione, perché una tecnologia esprime il proprio valore quando l’azienda riesce a utilizzarla con continuità e a proporla efficacemente al mercato.
Il confronto con SCREEN e la prospettiva industriale
Tra i protagonisti SCREEN indicati nel programma figurano Bui Burke, Senior VP Sales, Rob Kruithof Kremer, BDD, e Sasa Veljkovic, Solutions Manager. Il contributo di Domenico Berardi di SCREEN è previsto nel dibattito dedicato alla gestione dell’inkjet su larga scala: un confronto che mette in relazione visione commerciale, soluzioni tecnologiche ed esperienza operativa.
L’accoglienza all’Open House SCREEN a Villa Quaranta Wine Resort, 1 ottobre 2026.
L’incontro a Villa Quaranta Wine Resort e le dimostrazioni previste presso Leaderform consentono di avvicinare queste domande alla realtà produttiva.
La possibilità di osservare un contesto produttivo è particolarmente utile per chi svolge il mio lavoro. Aiuta a formulare domande più precise sui passaggi tra una fase e l’altra, sulle responsabilità degli operatori e sull’integrazione delle diverse lavorazioni. Le dimostrazioni del 2 ottobre rappresentano quindi un’occasione per approfondire come le soluzioni presentate si inseriscano nell’organizzazione della produzione.
Automazione e intelligenza artificiale: partire dai processi
Il tema dei flussi di lavoro mi porta a una considerazione: prima di introdurre nuovi strumenti, occorre comprendere dove si concentrano attività ripetitive, attese e passaggi di informazioni. Dalla richiesta del cliente al preventivo, dalla preparazione del lavoro alla finitura, ogni fase merita attenzione. Nell’automazione cerco la possibilità di rendere questo percorso più leggibile, coordinato e misurabile.
Lo stesso criterio vale per l’intelligenza artificiale. Il confronto proposto dall’evento sulle applicazioni a supporto delle attività aziendali invita a ragionare su obiettivi concreti: quali compiti agevolare, quali informazioni utilizzare e come verificare la qualità del risultato. Nel mio approccio, competenze delle persone, responsabilità delle decisioni e controllo dei processi restano elementi centrali di qualsiasi progetto.
Il valore che lo stampatore costruisce per il cliente
Mi interessa anche la riflessione sull’evoluzione del ruolo dello stampatore: la capacità di affiancare il cliente nella comunicazione e nella valorizzazione del suo marchio può diventare una parte sempre più significativa dell’offerta.
Per sviluppare questa capacità servono ascolto, conoscenza delle applicazioni e dialogo tra area commerciale e produzione. Un investimento può aprire possibilità interessanti, ma occorre saperle raccontare, dimostrare e collegare a un’esigenza riconoscibile del cliente. È su questo collegamento tra capacità produttiva e proposta commerciale che, a mio avviso, si gioca una parte importante dello sviluppo delle imprese grafiche.
Affiancare l’imprenditore, dare continuità al confronto
È qui che riconosco il valore del mio lavoro di advisor: mettere in relazione esperienza, persone e tecnologie, aiutando le imprese a individuare una direzione e a tradurla in azioni.
Il valore di un appuntamento come questo continua nelle riflessioni che apre: approfondire le soluzioni più pertinenti, confrontare alternative e definire quali elementi richiedano ulteriori verifiche. Nel mio ruolo di Senior Advisor di VICTAnova, considero essenziale accompagnare questo passaggio con metodo, affinché gli spunti raccolti possano diventare valutazioni consapevoli e, quando ne esistono le condizioni, progetti realizzabili.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Dott. Domenico Berardi di SCREEN per il gradito e prezioso invito: un’opportunità importante per approfondire, condividere esperienze e guardare insieme alle prospettive della nostra industria.
Continuare a confrontarsi significa continuare a costruire. E farlo accanto agli imprenditori rende questo percorso ancora più concreto.
La carenza di personale chiede alle imprese anche un cambio di sguardo: riconoscere capacità, formare e aprire opportunità. Una riflessione dopo il 26 settembre.
Nel confronto con gli imprenditori torna spesso la stessa difficoltà: trovare persone e, soprattutto, persone preparate per il lavoro da svolgere. Servono tecnici, operatori, figure commerciali e professionisti capaci di accompagnare il cambiamento. Dietro ogni ricerca rimasta aperta ci sono attività da organizzare, clienti da seguire e colleghi sui quali aumenta il carico di lavoro.
I dati aiutano a comprendere la dimensione del problema. Secondo Unioncamere e Ministero del Lavoro, per settembre 2026 le imprese programmano circa 565 mila entrate, con difficoltà di reperimento nel 44,1% dei casi. Pesano soprattutto la mancanza di candidati e, successivamente, l’inadeguatezza della preparazione. Il dato descrive intenzioni di reclutamento, non posti già coperti.
La domanda che mi porto dall’incontro del 26 settembre
L’incontro del 26 settembre dedicato all’inclusione, nell’ambito di “Dove l’Impossibile diventa Possibile” e di Sartoriale Roma, mi ha riportato a una convinzione: l’impresa deve perseguire risultati economici e può costruire le condizioni perché il benessere generato raggiunga più persone. Dare una possibilità significa investire in un percorso che abbia prospettive concrete.
Se le aziende cercano persone, quante capacità stiamo lasciando ai margini perché utilizziamo sempre gli stessi canali, gli stessi criteri e le stesse aspettative sul candidato ideale? È una domanda che riguarda anche il nostro modo di guidare le imprese.
Guardare la persona prima dell’etichetta
Una disabilità, un periodo di fragilità o un’esperienza di detenzione non raccontano da soli ciò che una persona sa fare, può imparare o desidera diventare. Servono ascolto, valutazione delle capacità e conoscenza delle esigenze. Le storie individuali sono diverse e i percorsi di accesso al lavoro devono tenerne conto.
Allargare lo sguardo può aiutarci a incontrare competenze già presenti e potenzialità ancora da sviluppare. Per trasformarle in professionalità occorrono formazione, affiancamento e opportunità coerenti. Occorre anche un’azienda capace di offrire retribuzione adeguata, accessibilità, rispetto e possibilità di crescita.
Non possiamo chiedere alle persone di essere pronte per ogni sfida senza assumerci anche la responsabilità di aiutarle a prepararsi.
La formazione è una decisione imprenditoriale
Nel printing e nell’ICT la qualità dipende tanto dalle tecnologie quanto dalle persone che le utilizzano, le propongono e ne seguono il funzionamento. Acquistare una macchina o un software richiede un investimento; costruire una competenza richiede tempo, metodo e continuità. Entrambe le scelte meritano un piano e risorse dedicate.
Per questo partirei da un’esigenza reale dell’azienda, da una persona e da un tutor. Definirei le attività iniziali, ciò che va imparato, gli strumenti necessari e i momenti di verifica. Poi allargherei il percorso solo quando i risultati lo consentono. La carenza di personale qualificato richiede pazienza organizzata e responsabilità condivise.
Le relazioni possono aprire possibilità concrete
La collaborazione con Flavia Topani, Presidente di TCS ONLUS, e il percorso di confronto con Marco Scurria, Senatore della Repubblica Italiana, richiamati nell’incontro del 26 settembre, danno un significato concreto al dialogo tra imprese, associazioni e istituzioni. È in queste relazioni che si possono conoscere bisogni, individuare interlocutori e progettare opportunità.
Anche l’esperienza di Filo e Fibra mi ricorda il valore dei mestieri, delle competenze delle donne e delle comunità. Nel mio ruolo di Senior Advisor di VICTAnova, considero questa attenzione parte di una visione dello sviluppo che tiene insieme impresa e persone, con il sostegno e la fiducia della proprietà.
Il valore va seguito nel tempo
Un percorso di inclusione si valuta osservando competenze acquisite, autonomia, qualità del lavoro e continuità dell’inserimento. Quando sono documentati, questi risultati possono contribuire anche alla dimensione sociale del bilancio di sostenibilità. Dietro gli indicatori devono restare visibili le persone e la loro possibilità di costruire un futuro.
Le aziende hanno bisogno di persone preparate. Le persone hanno bisogno di occasioni per dimostrare e sviluppare ciò che sanno fare. La responsabilità di chi guida è costruire l’incontro.
Avanti tutta. Con le persone, dando valore alle loro possibilità.
VICTAnova e Massimiliano Fastelli: una visione d’impresa che unisce sviluppo economico, responsabilità sociale e valorizzazione delle persone.
Il video dell’incontro
In questo video condivido il mio intervento del 26 settembre 2026 al Rome Cavalieri, durante il convegno “Dove l’Impossibile diventa Possibile”, nell’ambito di Sartoriale Roma. In qualità di Senior Advisor di VICTAnova, ho portato una riflessione sul ruolo delle imprese nel creare opportunità di lavoro e valorizzare le capacità delle persone. Il confronto con Cristina De Simone, Consigliera del Municipio VII di Roma Capitale, è un invito a tradurre l’inclusione in scelte e azioni concrete.
Intervento in italiano · 10 minuti e 55 secondi
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L’impresa genera valore attraverso i risultati economici, l’innovazione e il lavoro. La sua capacità di contribuire allo sviluppo della società passa anche dalle opportunità che riesce a offrire alle persone che incontrano maggiori difficoltà.
È questa la visione al centro dell’intervento di Massimiliano Fastelli, Senior Advisor di VICTAnova, in occasione dell’incontro del 26 settembre dedicato ai temi dell’inclusione e della partecipazione al mondo del lavoro.
Una riflessione che parte da una convinzione: redditività e responsabilità sociale possono rafforzarsi reciprocamente, attraverso scelte imprenditoriali consapevoli e collaborazioni capaci di durare nel tempo.
L’impresa che cresce e fa crescere la comunità
Una visione moderna dell’impresa inclusiva trova radici profonde nel pensiero e nell’esperienza di grandi protagonisti del passato. Winston Churchill descriveva l’impresa privata attraverso l’immagine di un cavallo forte e volenteroso che traina l’intero carro: una metafora che ne evidenzia il ruolo essenziale nello sviluppo economico. Adriano Olivetti dimostrò concretamente come innovazione e competitività potessero accompagnarsi all’attenzione per le persone, attraverso servizi sociali, asili, cultura e sostegno alle famiglie, facendo dell’azienda una parte viva della comunità. Questi riferimenti offrono uno spunto ancora attuale: l’impresa deve produrre valore e perseguire il profitto, creando le condizioni perché il benessere generato possa estendersi ai lavoratori, alle famiglie e al territorio. In questa prospettiva, l’inclusione diventa una scelta imprenditoriale concreta, fatta di formazione, opportunità di lavoro e valorizzazione delle capacità di ciascuno, anche di chi incontra maggiori difficoltà. Un’azienda contribuisce così al progresso della società quando alla propria crescita accompagna quella delle persone.
Il ruolo di VICTAnova
Nel suo intervento, Fastelli ha ringraziato la proprietà di VICTAnova per la fiducia e il sostegno a una visione d’impresa attenta alle persone e all’inclusione.
Attraverso la propria attività di consulenza, VICTAnova affianca le imprese nei percorsi di sviluppo e promuove l’attenzione verso modelli organizzativi capaci di valorizzare le persone. In questo ambito, il dialogo con le associazioni e con le istituzioni può aiutare a trasformare la disponibilità delle aziende in progetti concreti.
Le esigenze sono diverse: accesso al lavoro per le persone con disabilità, accompagnamento di chi attraversa condizioni di fragilità, reinserimento professionale dopo un’esperienza di detenzione. Ogni percorso richiede ascolto, preparazione e strumenti adeguati.
Un impegno che attraversa il percorso professionale
Per Fastelli, questa attenzione accompagna un percorso manageriale iniziato nel 1993, sviluppato anche in contesti multinazionali.
Le esperienze a sostegno delle persone non vedenti e la collaborazione con l’Istituto Salesiano Pio XI, durante l’esperienza in Xerox e successivamente in Logatek, rappresentano le tappe di un impegno che prosegue oggi in VICTAnova, anche nella collaborazione con Flavia Topani, Presidente di TCS ONLUS.
A questo si aggiunge la partecipazione all’amministrazione di Filo e Fibra, cooperativa di comunità al femminile che valorizza antichi mestieri e competenze delle donne, creando prospettive di lavoro e autonomia economica in un territorio rurale.
Esperienze differenti, accomunate dalla volontà di riconoscere capacità e costruire occasioni per esprimerle.
Formazione e collaborazione per rendere possibile l’inclusione
Nel rapporto quotidiano con le aziende emerge la difficoltà di reperire competenze e professionalità. Parallelamente, molte persone hanno bisogno di formazione e accompagnamento per accedere al lavoro.
Collegare queste esigenze richiede una collaborazione strutturata: le imprese individuano i fabbisogni, le associazioni contribuiscono alla conoscenza delle persone, gli enti formativi sviluppano le competenze e le istituzioni sostengono la continuità dei percorsi.
L’inclusione diventa concreta quando si traduce in preparazione, inserimento e crescita professionale. Richiede inoltre ambienti di lavoro accessibili e organizzazioni pronte ad accogliere e valorizzare capacità diverse.
Tecnologia accessibile e nuove possibilità
Il confronto ha richiamato anche il tema dell’accessibilità digitale e l’attenzione di Cristina De Simone verso l’inclusione. Strumenti informatici e intelligenza artificiale possono ampliare le possibilità di partecipazione, quando vengono progettati e utilizzati tenendo conto delle esigenze delle persone.
Fastelli ha inoltre ringraziato Marco Scurria, Senatore della Repubblica Italiana, per il percorso condiviso volto a favorire nuove opportunità lavorative per chi ha vissuto un’esperienza di detenzione, attraverso il coinvolgimento di aziende, associazioni e istituzioni.
Inclusione e bilancio di sostenibilità
Queste attività contribuiscono alla dimensione sociale della sostenibilità d’impresa e possono essere valorizzate nel bilancio di sostenibilità. Inclusione lavorativa, pari opportunità, formazione, accessibilità e sostegno alle comunità sono ambiti nei quali l’impegno aziendale può tradursi in risultati concreti, documentabili e misurabili.
Per rendere conto di questo contributo in modo trasparente è importante documentare obiettivi, iniziative e risultati, attraverso indicatori pertinenti: persone coinvolte, ore di formazione, inserimenti lavorativi e continuità dei percorsi. Il bilancio di sostenibilità può così rappresentare, accanto alle altre dimensioni della sostenibilità, il valore sociale generato per le persone e per il territorio.
Un impegno da rendere duraturo
Il messaggio conclusivo è un invito a costruire relazioni stabili, responsabilità condivise e iniziative verificabili nei loro risultati.
Per VICTAnova e per Massimiliano Fastelli, accompagnare lo sviluppo delle imprese significa anche contribuire a una cultura manageriale attenta all’autonomia delle persone e al benessere delle comunità.
Il valore di un’impresa si misura anche nelle opportunità che riesce a creare per gli altri.
Immagini dell’evento
Locandina di Sartoriale Roma — 26 settembre 2026.Un momento del confronto durante l’incontro.Un altro momento al tavolo dell’incontro.
Più valore, più informazioni, più opportunità: il packaging connette il mondo fisico e quello digitale.
Secondo Smithers, nel report Label Printing Market: Key Trends to 2031 (2026), il mercato mondiale delle etichette stampate vale 44,5 miliardi di dollari nel 2026 e dovrebbe raggiungere 55,1 miliardi nel 2031, con un CAGR del 4,3%.
Il digitale raggiungerà il 27,6% del mercato entro il 2031. Crescono smart label, RFID e QR code, mentre sostenibilità e normative spingono verso materiali riciclabili, adesivi wash-off e informazioni ambientali verificabili. AI e automazione entrano nel controllo qualità, nella manutenzione predittiva e nella gestione delle presse.
L’analisi di Massimiliano Fastelli
L’etichetta sta smettendo di essere soltanto un supporto stampato e sta diventando l’interfaccia fisica tra prodotto, consumatore e sistema informativo. Per stampatori e converter significa entrare in nuovi servizi: dati variabili, serializzazione, tracciabilità, RFID, autenticazione e campagne personalizzate.
Per dealer e system integrator non basta più proporre una macchina: occorre progettare workflow che uniscano stampa, software, dati, finishing e compliance. Il futuro dell’etichetta sarà deciso dalla quantità di dati, servizi e valore che riusciremo a costruirle intorno.
L’AI può amplificare analisi e produttività, ma qualità delle domande, responsabilità e conoscenza restano umane.
Strategia · Persone · Tecnologia
Per le imprese il punto di partenza è identificare un problema concreto: tempi di risposta, qualità delle informazioni o attività ripetitive. Solo dopo ha senso scegliere gli strumenti, stabilire chi verifica gli output e definire come misurare il miglioramento.
La competenza di settore resta decisiva anche dopo l’adozione. Serve a riconoscere un dato incompleto, proteggere le informazioni riservate e capire quando una risposta apparentemente convincente non è adatta al cliente o al contesto.
Nel printing contemporaneo il vantaggio competitivo nasce da workflow, competenze, servizio e capacità di creare nuovi prodotti per il cliente.
Professional printing · Canale
Un’applicazione di valore nasce dall’analisi dei lavori che il cliente vuole realizzare: materiali, tirature, personalizzazione, tempi di consegna e qualità richiesta. La configurazione della macchina è una conseguenza di questa analisi, non il punto di partenza.
Il dealer può distinguersi accompagnando la soluzione con prove sui supporti reali, formazione, flussi di lavoro, finitura e assistenza. In questo modo la conversazione si sposta dal prezzo di acquisto alla sostenibilità del processo e ai risultati che il cliente può ottenere.
Conoscenza del bisogno, organizzazione del servizio, gestione dei rischi e KPI credibili distinguono una proposta tecnica realmente competitiva.
Gare · Servizi · Misurazione
La preparazione comincia con una lettura condivisa del capitolato: requisiti obbligatori, criteri di valutazione, tempi, responsabilità e prove documentali. Un punto lasciato ambiguo in questa fase può trasformarsi in una criticità durante l’esecuzione.
Il progetto tecnico deve poi spiegare chi fa cosa, con quali risorse e come vengono gestiti qualità, urgenze e imprevisti. La coerenza tra promessa commerciale e capacità operativa rende l’offerta più credibile e dà al cliente una base concreta per valutarla.
Le competenze generano impatto quando responsabilità, metodo e capacità di collaborare diventano cultura quotidiana.
Leadership · Persone
Un’organizzazione affidabile rende esplicite priorità, responsabilità e modalità di confronto. Così le persone sanno quando decidere in autonomia, quando chiedere aiuto e come far emergere in tempo un problema.
Valorizzare il talento significa offrire obiettivi chiari, strumenti adeguati e feedback regolari. La fiducia cresce quando gli impegni vengono rispettati e i risultati sono condivisi, anche quando richiedono di correggere la rotta.
La trasformazione avviene quando informazioni, processi e responsabilità diventano accessibili, tracciabili e governabili.
Processi · Informazioni
Digitalizzare un documento è soltanto il primo passaggio. Occorre definire come entra nel processo, chi può consultarlo, quali versioni sono valide, quanto tempo va conservato e come si ritrova quando serve.
Un buon progetto unisce persone, regole e strumenti: mappa i flussi esistenti, elimina passaggi inutili e assegna responsabilità verificabili. Il beneficio emerge nella rapidità di ricerca, nella tracciabilità delle decisioni e nella riduzione degli errori.
Il network non è una collezione di contatti: è la capacità di creare fiducia e allineare interessi attorno a risultati sostenibili.
Partnership · Crescita
Una relazione professionale diventa utile quando chiarisce l’obiettivo delle parti e crea uno spazio di lavoro concreto. Prima di proporre una collaborazione, è importante capire esigenze, risorse disponibili e tempi di decisione.
La continuità conta quanto il primo incontro: un riepilogo degli impegni, responsabilità definite e verifiche periodiche permettono di trasformare un contatto in un progetto. È così che la fiducia si misura nei fatti.
La tecnologia non dovrebbe aggiungere complessità. Dovrebbe togliere passaggi inutili, rendere le informazioni disponibili nel momento giusto e permettere alle persone di concentrarsi sulle attività che generano valore.
Automazione e intelligenza artificiale diventano davvero strategiche quando collegano processi, dati e responsabilità. Non basta introdurre un nuovo strumento: occorre ripensare il flusso di lavoro, misurare i risultati e accompagnare le competenze.
L’innovazione produce risultati solo quando riesce a migliorare concretamente il modo in cui le aziende lavorano, comunicano e crescono.
Il vero salto tecnologico, quindi, non è fare tutto diversamente. È produrre meglio, decidere più rapidamente e aumentare la marginalità senza complicare l’organizzazione.
Acquistare una tecnologia non significa automaticamente innovare. Il vantaggio competitivo nasce quando quell’investimento viene inserito in una strategia chiara: quali clienti vogliamo servire, quali problemi possiamo risolvere meglio e come rendere sostenibile il risultato.
Le aziende che crescono non scelgono soltanto macchine o software più performanti. Costruiscono competenze, sviluppano applicazioni, coinvolgono la rete commerciale e trasformano le possibilità tecniche in proposte riconoscibili dal mercato.
È questo il passaggio decisivo: dall’investimento al valore. Una transizione che richiede metodo, conoscenza del settore e capacità di esecuzione.
Ogni trasformazione aziendale mette alla prova processi, ruoli e abitudini. Per questo il cambiamento non può dipendere da una sola persona, anche quando quella persona ha una visione forte.
Servono collaboratori affidabili, competenze complementari e una direzione condivisa. La qualità di una squadra si vede nella capacità di assumersi responsabilità, comunicare con trasparenza e mantenere l’obiettivo comune anche nei momenti più complessi.
Innovare significa anche creare le condizioni perché le persone possano contribuire davvero. Tecnologia, organizzazione e fiducia devono avanzare insieme.
Nell’intervista pubblicata da Infominds, Massimiliano Fastelli, allora amministratore delegato di Logatek, racconta il contributo del gestionale Radix alla continuità aziendale durante la pandemia. Il video approfondisce i benefici per Logatek, l’approvvigionamento del magazzino e le ragioni della scelta di Infominds.
FESPA Italia annuncia l’ingresso di Logatek nell’associazione e dà il benvenuto a Massimiliano Fastelli e Serena Protano. Il post è stato condiviso da Massimiliano Fastelli il 1° giugno 2022.
Diamo il benvenuto a Massimiliano Fastelli e Serena Protano di Logatek.
Annuncio di FESPA ITALIA Associazione, condiviso su LinkedIn.
Fonte: FESPA ITALIA Associazione · Condivisione di Massimiliano Fastelli